Prenota un appuntamento per un controllo gratuito dell'udito o
per una prova gratuita di apparecchi acustici allo
0425 22 119 
ORASENTO CENTRO DI RIABILITAZIONE PER SORDITA' - LOGO

L'Udito

controllo dell'udito a Rovigo

Orasento, a Rovigo, lavora con professionalità offrendo un controllo dell'udito davvero accurato. Tutto ciò risulta possibile grazie alla conoscenza minuziosa dell'apparato uditivo da parte dei suoi professionisti. L'orecchio è infatti un organo molto complesso che funge da filtro sonoro e trasforma tutti i suoni in informazioni che, attraverso il nervo acustico, invia al cervello. Esso si suddivide in orecchio esterno, comprendente padiglione auricolare e condotto uditivo, orecchio medio, nel quale si trova il timpano, ed orecchio interno.

Il Sistema Uditivo

È il primo dei cinque organi di senso a svilupparsi nel feto e a favorire il contatto con l’ambiente esterno.

L’orecchio, benché piccolo, è un organo molto complesso: funge da filtro sonoro e trasforma tutti i suoni in informazioni che, attraverso il nervo acustico, invia al cervello. Per poter comprendere il funzionamento dell’udito, occorre sapere che i suoni non sono altro che vibrazioni invisibili che si propagano nell’aria in tutte le direzioni. Esse sono le così dette “onde sonore”. Le onde sonore rilevate dal nostro sistema uditivo vengono tradotte in messaggi che il nostro cervello è in grado di interpretare. La capacità di rilevare le onde sonore e la chiarezza del messaggio inviato al cervello dipendono dal nostro sistema uditivo.
orecchio

Com'è fatto l'orecchio

È costituito dalle seguenti parti:
• Orecchio esterno 
Comprende il padiglione auricolare (comunemente chiamato orecchio) e il condotto uditivo. La particolare forma del padiglione auricolare permette di stabilire la provenienza del suono, captare le onde e indirizzarle nel condotto uditivo. I suoni vengono poi tradotti in vibrazioni e trasmessi all’orecchio medio. 
• Orecchio medio 
È qui che si trova il timpano, la parte principale dell’orecchio. L’orecchio medio è costituito da un sistema di tre ossicini (martello, incudine e staffa) che amplifica e trasferisce le vibrazioni provenienti dal timpano verso la finestra ovale, un’apertura nella parete ossea della cavità dell’orecchio medio.
• Orecchio interno 
Nell’orecchio interno avviene il processo di conversione delle onde sonore in impulsi elettrici che, attraverso le cellule ciliate, situate nella struttura detta coclea, vengono trasmessi al cervello che li interpreta e determina la sensazione uditiva.

Le cause dell’ipoacusia sono molte: affaticamento, stress emotivi e lavorativi, inquinamento acustico, abitudini alimentari, malattie, traumi e predisposizioni genetiche, ecc. Secondo stime dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, 500 milioni di persone nel mondo soffrono di problemi uditivi e ciò ne fa il disturbo più diffuso. Gli effetti non sono misurabili solo in base al danno uditivo, ma vengono condizionati anche dagli aspetti psicologici che interferiscono in modo differente da persona a persona.

IPOACUSIA

È la riduzione della capacità uditiva che deriva dalle alterazioni di una o più strutture dell‘apparato uditivo quindi l’incapacità, parziale o totale, di percepire un suono in una o entrambe le orecchie.

L‘ipoacusia è un processo lento e graduale cha varia da persona a persona e si manifesta in modi differenti. I sintomi sono accomunati da una difficoltà percettiva dei suoni, specialmente nelle seguenti situazioni: 
• durante le conversazioni in ambienti rumorosi e/o affollati 
• in caso di parole pronunciate a bassa voce 
• al telefono 
• quando si ascolta la radio, la TV o qualsiasi altra fonte sonora. 
Alcune persone nascono con un deficit uditivo (ipoacusia congenita), mentre altre possono svilupparlo gradualmente con l‘avanzare dell‘età (presbiacusia) o come conseguenza di malattie o traumi fisici. 
Il calo uditivo influisce sulla qualità della vita: ricerche specifiche dimostrano che chi ha problemi d’udito tende a isolarsi, a non partecipare alle attività sociali, proprio quelle che arricchiscono e rendono serena e appagante la vita.
Le conseguenti alterazioni della sfera psicologica influenzano le normali attività quotidiane e compromettono il nostro benessere psicofisico, ci spingono all’isolamento, determinando nervosismo, variazioni dell’umore, ansia e numerosi altri disturbi.
Eppure, per capire se si ha un problema uditivo basta un esame audiometrico di dieci minuti, veloce, assolutamente indolore e il più delle volte gratuito. Per determinare il trattamento più adatto alla proprio perdita uditiva, è estremamente importante capire il tipo di ipoacusia da cui si è affetti.

Principali tipologie di Ipoacusia

Sono tre: trasmissiva, neurosensoriale e mista.

Ipoacusia Trasmissiva 
Si verifica quando il suono non è condotto in modo efficiente dall’orecchio esterno verso l’interno, dove sono poi coinvolti il timpano e la catena ossiculare. Spesso si verifica come risultato di un’ostruzione determinata, ad esempio, da un tappo di cerume o da un accumulo di liquido a causa di un’infezione all’orecchio. L’ipoacusia trasmissiva di solito comporta una riduzione del livello sonoro ed i suoni vengono percepiti come deboli.

Ipoacusia Neurosensoriale 
Questo tipo di ipoacusia si manifesta quando le cellule ciliate nell’orecchio interno (coclea) o le vie nervose subiscono un danno. L’ipoacusia neurosensoriale rappresenta il tipo più comune di perdita permanente dell’udito e si verifica soprattutto come conseguenza del naturale processo di invecchiamento o di un trauma.

Ipoacusia Mista 
A volte, un’ipoacusia trasmissiva avviene contemporaneamente ad una di tipo neurosensoriale. Ci possono essere, quindi, danni nell’orecchio medio o esterno e nell’orecchio interno (coclea) oppure anche a livello del nervo acustico.

Classificazione dell'ipoacusia

Può essere classificata come:
Lieve 
Soglia uditiva compresa tra 20 e 40 dB. Determina qualche difficoltà a sentire i suoni molto deboli e la voce bisbigliata, ma non incide significativamente sulla capacità di comprendere il linguaggio.
Media 
Soglia uditiva compresa tra 40 e 70 dB. Chi ha una perdita di questo tipo solitamente si lamenta di sentire che le persone parlano, ma di non riuscire a capire quasi nulla. Se tale situazione è presente dalla nascita è causa di un ritardo di linguaggio. In caso di ipoacusia media è indicato l’uso uso di apparecchi acustici, con i quali è quasi sempre possibile compensare totalmente la perdita uditiva.
Grave 
Soglia uditiva compresa tra 70 e 90 dB. Determina difficoltà considerevoli non solo nell’udire una conversazione, ma anche i rumori ambientali senza l’aiuto di un’amplificazione. 
Profonda 
Soglia uditiva compresa tra 90 e 120 dB. Chi ne è affetto praticamente sente in modo molto lieve solo alcuni rumori forti con una elevata componente vibratoria (percepita in realtà da tutto il corpo).

Sintomi e segnali dell'ipoacusia

Può essere presente alla nascita o svilupparsi in una fase successiva durante l’infanzia o l’età adulta, in particolare per fattori associati all’esposizione al rumore e all’età; può manifestarsi più rapidamente se connessa alla presenza di cerume in eccesso, infezioni o malattie nell’orecchio medio. 

I sintomi ed i segnali associati alla perdita di udito possono includere: 
• la sensazione che certi suoni sembrino ovattati, non nitidi 
• la difficoltà nel capire le parole e seguire le conversazioni, specialmente quando c’è rumore di fondo o ci si trova tra una folla di persone 
• il chiedere frequentemente agli altri di parlare più lentamente, in modo chiaro e ad alta voce 
• il bisogno di alzare il volume della televisione o della radio. 
Altri sintomi possono essere: 
• vertigini o sensazione che manchi l’equilibrio 
• pressione nell’orecchio (a causa di un’alterazione del fluido dietro il timpano) 
• ronzio nelle orecchie (tinnito). 
16% è la percentuale nel 2015 della popolazione mondiale afflitta da ipoacusia. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ipoacusia è il disturbo più diffuso al mondo.

Ipoacusia nell'età adulta (18-64 anni)

È da imputare principalmente a: 
• esposizione prolungata a rumori forti e improvvisi 
• fattori ereditari 
• infezioni causate da batteri e virus (quali otiti, scarlattina, rosolia, meningite) 
• otosclerosi che compromette la mobilità dei tre ossicini presenti nell’orecchio medio, in particolare la staffa 
• abuso di farmaci (soprattutto antibiotici) 
• abuso di alcool e fumo. 
L’ipoacusia in età adulta può portare a difficoltà notevoli nella vita di tutti i giorni, a problemi sul lavoro e nelle relazioni sociali, con conseguente possibile alterazione del proprio equilibrio psicologico.
L’INAIL conferma che l’ipoacusia indotta dal rumore è la malattia professionale più diffusa in Italia

Ipoacusia nella terza età

In tutti i Paesi industrializzati, secondo un trend consolidato, la popolazione tende a divenire sempre più anziana. 

Con l’instaurarsi dei processi di “invecchiamento” fisiologici in rapporto all’età, vi è una degenerazione progressiva del neuroepitelio, con conseguente decadimento della sensibilità uditiva. I disturbi della funzione uditiva che accompagnano il processo di invecchiamento vengono definiti presbiacusia, vale a dire la riduzione della capacità uditiva che subentra con l’età per fenomeni di senescenza fisiologica. Oltre che dalla diminuzione di sensibilità uditiva, la presbiacusia è caratterizzata da una riduzione della comprensione di dialoghi in ambienti rumorosi, da una rallentata elaborazione centrale delle informazioni acustiche e da un’imprecisa localizzazione della fonte sonora. Sintomi spesso associati sono acufene e vertigini. Oltre all’invecchiamento, altre cause contribuiscono a velocizzare ed a complicare il quadro clinico: il fumo, l’abuso di alcuni farmaci, l’ipertensione e l’aterosclerosi. Si tratta di un danno irreversibile e progressivo, che risponde scarsamente alle terapie mediche, per cui l’unica possibilità di trattamento è correlata all’utilizzo dell’apparecchio acustico. 
Uno studio condotto dal Prof. Frank Lin, presso il Dipartimento di Otorinolaringo-iatria dell‘Università Johns Hopkin, negli USA, ha rivelato che negli anziani l’ipoacusia non trattata può aumentare il rischio di sviluppare e/o enfatizzare forme di demenza e compromettere le proprie abilità cognitive.

Per saperne di più

Share by: